Berber Lodge
Dove il paesaggio diventa architettura
A poco più di trenta minuti da Marrakech, lungo la strada che conduce verso il deserto di Agafay e le montagne dell'Atlante, Berber Lodge appare quasi per caso, nascosto tra ulivi secolari e giardini aromatici. Più che un hotel, è un piccolo villaggio contemporaneo costruito seguendo i principi dell'architettura berbera, dove ogni edificio sembra appartenere da sempre al paesaggio che lo circonda.
Il progetto nasce dal desiderio di raccontare un Marocco diverso, lontano dall'immaginario più turistico della medina. Qui il lusso non coincide con l'opulenza ma con il tempo, il silenzio e la semplicità delle cose essenziali. Le giornate scorrono lentamente tra l'ombra degli ulivi, la piscina immersa nel giardino, i profumi dell'orto e la luce che cambia continuamente colore sulle pareti in terra cruda.
Design destination, a place to stayIl lodge è una storia d'amore tra il proprietario, il villaggio di Oumnass e i suoi abitanti… Il mio obiettivo era scoprire e valorizzare la cultura berbera, i loro costumi, le loro regole, l'artigianato e l'architettura.
Romain Michel-Ménière
Costruire con la terra, non sulla terra
Berber Lodge nasce dalla visione dell'interior designer franco-svizzero Romain Michel-Ménière, che vive in Marocco da oltre vent'anni. Dopo numerosi progetti nel mondo dell'ospitalità, decide di realizzare un luogo capace di raccontare la cultura berbera attraverso la sua architettura, il suo artigianato e il rapporto quotidiano con il territorio. Per sviluppare questa visione coinvolge gli amici Karl Fournier e Olivier Marty di Studio KO, autori tra gli altri del Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, e il paesaggista Arnaud Casaus.
Il risultato non è una reinterpretazione estetica dell'architettura marocchina, ma un progetto costruito seguendo le stesse logiche che hanno dato forma ai tradizionali villaggi berberi. I mattoni vengono realizzati con la terra del terreno, le travi dei soffitti sono in eucalipto, cedro dell'Atlante e bambù selvatico, mentre le tavelle in terracotta vengono prodotte artigianalmente nel villaggio vicino. Ogni ulivo preesistente è stato conservato e il giardino è cresciuto attorno agli alberi, mai il contrario.
Struttura
13 lodge indipendenti
Amenities
Piscina di 20 m, orto biologico, ristorante
Posizione
Oumnass, a 30 min da Marrakech
Punti interesse
Deserto di Agafay, Alto Atlante
Gli interni raccontano la stessa filosofia, mobili del Novecento convivono con bauli berberi, sedute in rattan, ceramiche marocchine, tappeti tessuti a mano e oggetti raccolti negli anni da Romain durante i suoi viaggi. Nulla appare costruito o scenografico: l'atmosfera è quella di una grande casa di famiglia, dove ogni elemento sembra aver trovato spontaneamente il proprio posto.
Le tredici sistemazioni, tutte indipendenti, sono disseminate all'interno dell'oliveto come piccole abitazioni. Camini, terrazze private, pareti in terra cruda, bagni in tadelakt e grandi aperture verso il giardino trasformano ogni lodge in uno spazio raccolto e silenzioso, dove il comfort nasce dalla relazione con il paesaggio più che dalla tecnologia.
Il cuore del lodge è la piscina di venti metri, immersa tra gli ulivi secolari. Spazio che rappresenta il centro della vita comune: un luogo dove leggere, incontrarsi, condividere una cena o semplicemente osservare il lento scorrere delle giornate marocchine. Attorno si sviluppano l'orto biologico, il ristorante e i giardini aromatici che alimentano quotidianamente la cucina della struttura.
Un altro Marocco
Berber Lodge sorge a Oumnass, piccolo villaggio rurale ai piedi dell'Alto Atlante, in una zona dove l'agricoltura e la cultura berbera continuano a scandire il ritmo della vita quotidiana. Qui il paesaggio è fatto di uliveti, orti, terra rossa e villaggi costruiti con gli stessi materiali utilizzati da secoli. Il lodge nasce proprio dal desiderio di valorizzare questa identità, coinvolgendo artigiani, muratori e ceramisti locali nella costruzione degli edifici e affidandosi alle conoscenze tramandate dalla tradizione costruttiva berbera.
L'esperienza prosegue oltre il soggiorno, dove passeggiate nei villaggi, visite ai laboratori di tessitura, escursioni nel deserto di Agafay, mercati locali e incontri con gli artigiani permettono di entrare in contatto con un Marocco autentico, lontano dai percorsi più battuti. È un viaggio che non si limita all'ospitalità, ma diventa occasione per comprendere un territorio attraverso le persone che lo abitano.
Berber Lodge mi ha ricordato che il progetto più riuscito è quello che lascia parlare il luogo. Qui l'architettura non cerca di essere protagonista: accompagna il paesaggio, ne rispetta il tempo e restituisce il senso più autentico dell'abitare.
Paolo Casati, Creative Director, Fuorisalone
Immagini courtesy by Paolo Casati
Ci sono luoghi che raccontano una destinazione e altri che insegnano un modo diverso di viverla. Berber Lodge appartiene a questa seconda categoria. Qui ogni scelta, dalla terra con cui sono costruiti i muri agli ingredienti raccolti nell'orto, contribuisce a costruire un'idea di ospitalità lenta, essenziale e profondamente radicata nel territorio. Più che un soggiorno, è un invito a osservare il paesaggio con gli occhi di chi lo abita da sempre.


